6 gennaio 2010

Italiani in Australia



Fino 400 anni fa l’Australia era sconosciuta dai paesi europei. La prima proposta di colonizzazione fu fatta dal prete italiano Vittorio Riccio,che nel 1676 si offrì volontario di guidare una missione diretta nella terra lontana. Poco tempo dopo il prete Coronelli Vincenzo, indica nei dettagli, per la prima volta , l'interno dell'australia. Dopo circa 170 anni che il prete Don Riccio si offrì missionario per il viaggio, si aggiunsero italiani venuti in Australia al clero cattolico che prima era formato solo da inglesi e irlandesi. Nel 1850 con la scoperta dell'oro ,cambiò molto lo stile di vita , il popolo del Victoria aumentò tantissimo, tra cui molti erano svizzero-italiani e italiani.Coloro venuti a conoscenza della materia ritrovata, contribuiscono nello sviluppo di Daylesford,prima come minatori poi come coloni con lavori commerciali per lo stato.Nel 1881 nel New South Wales gli italiani aumentarono grazie ai profughi in Papua Nuova Guinea del Marcuis de Rays; questi diedero vita a New Italy.La terra Nuova italia era già stata usata in passato, ma fu comunque fertile, infatti inizia anche la coltivazione dell'uva per il commercio del vino.Nel 1888,Chudleigh Clifford scoprì nuova italia, la trovò una comunità fiorente, così chiese di aprire una scuola.Nel 1891 i coltivatori di canne, volendo vendere terreni,mandano un agente in Italia per convincere delle famiglie a comprare; furono 335 le famiglie che accettarono e andarono a lavorare con un contratto di 2anni. I principali italiani provenivano da Lombardia,Piemonte,Veneto; l’immigrazione siciliana invece iniziò verso il 1920.Nel 1925 gli italiani erano a capo di metà delle aziende agricole. Il popolo italiano in Australia nel Queensland era più ricco, questo per il loro disinteresse religioso.Il grande aumento fu soprattutto negli anni 20/30 quando nacquero i primi negozi, hotel,agenzie ecc.Due decenni prima della seconda Guerra mondiale, ci furono degli episodi di razzismo d aparte del popolo australiano con quello italiano, soprattutto nel nord Queensland e nel Western. Questi episodi ebbero inizio per paura che gli italiani peggiorassero le condizioni di lavoro ed un abbassamento dei salari.Quando l’Italia entrò in guerra, le ingiustizie aumentarono ancora, gli australiani arrivarono al punto di proibire radio, piccioni viaggiatori, una lingua diversa dell’inglese al telefono e macchine fotografiche.Nel 1945 fu nominato il primo ministro australiano per l’immigrazione, a cui venne dato il compito di aumentare ogni anno dell’un per cento la popolazione con immigranti.Nonostante questo, 6anni prima ci fu un aumento di ben 33.000 italiani nel continente.Oggi l’immigrazione è minima. I maggiori porti di sbarco erano Genova, Napoli, Trieste e Messina; nel dopoguerra la maggior parte degli immigrati arrivavano dalla Sicilia e Calabria.





-Dal libro "australia's italians" -

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