
Il Veneto è la regione che ha registrato il maggiore flusso di uscite dal Paese dall'Unità d'Italia al 1961. Più di 2 milioni e 800 mila emigrati.
Da secoli comunque le popolazioni alpine emigravano all’estero.
Erano emigrazioni temporanee o stagionali e si dirigevano soprattutto verso Germania e Austria-Ungheria.
Emigravano i capifamiglia e i figli giovani che erano perlopiù impiegati, muratori e operai nelle grandi fabbriche.
Nel 1876 comincia l'emigrazione transoceanica che dipendeva soprattutto da questi fattori:
-Gli agenti dell’emigrazione che dipingevano l’America come il paese della cuccagna.
-La situazione economica difficile soprattutto per la popolazione rurale.
-Una politica di facilitazione per chi decideva di emigrare.
In questo anno, inoltre, nascono le prime agenzie di emigrazione in Veneto che aggevolavano gli emigranti proponendo condizione vantaggiose per chi sceglieva come destinazione l'Argentina ed il Brasile.
Tra la fine dell' 800 e l'inizio del 900 le destinazioni per gli emigranti , a causa del crollo del mercato del caffè in brasile, cambiano.
Si comincerà ad andare nel Nord America, in Belgio, in Svizzera, in Francia e si continuerà ad andare in Germania.
Nel primo Novecento le condizioni economiche migliorarono sensibilmente in molte regioni italiane, ma non in Veneto dove persisteva una situazione di arretratezza nell’agricoltura: per questo continuarono le ondate migratorie.
Il fenomeno migratorio ha inciso e determinato non solo la storia del territorio veneto, ma ha altresì influenzato e condizionato i caratteri salienti della realtà veneta contemporanea.
Ancora oggi si continua ad emigrare da Veneto, anche se il fenomeno non ha numericamente confronto con l’emigrazione del passato.
Si tratta di giovani attratti dalla possibilità di guadagnare di più, di valorizzare determinate capacità professionali, di migliorare le condizioni di vita anche dal punto di vista dell’avanzamento
sociale.Veneti in Australia
In Australia si contano oggi circa 300.000 veneti (emigranti e loro discendenti).
Gli emigranti veneti partiti per cercare lavoro nel nuovissimo continente furono impiegati soprattutto nelle miniere, nelle piantagioni di canna da zucchero e di tabacco, oltre che come manodopera generica-muratori, marmisti e camerieri.
Maria
Dal Cd della Regione Veneto - multimedialità ed emigrazione.
A.s. 2007-2008
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