26 aprile 2010

L'Australia di Cannuccia

Così partimmo erano le 9.30 e noi 11 ragazzi siamo partiti verso quel posto che nessuno conoscieva ma avevamo tanto sintito parlare. Così arrivammo in quella hall che sembrava abnorme ma non sapevamo dove saremmo arrivati dopo 7 ore bo.
Salimmo su questo aereo e mentre pasevamo quel tunnel capii che era vero stavo andando in australia.
Arrivati a melbourn sperai che la mia famiglia fosse divertente e che mi portasse a vedere qualcosaltro non solo le cose delle escursioni e difatti fu così.
Il cibo era buono e non mancarono le sorprese per esempio mi hanno portato a vedere una partita di football una figata, ma il tempo vola e in un batter d'occhio si arriva alla fine: tra una escursione e l'altra quel che rimaneva si stava a casa il pomeriggio a “poltronare” e alla mattina si andava a scuola ,no anche li voi pensereste ma sotto sotto andavo più volentieri a scuola che in escursione (non si puo dire il perchè).
Così in quei 18 giorni sono passati velocemente e ineffetti erano pochi, non si sa mai che il 4° anno lo si faccia oltre oceano.

L'Australia di Oliviero

L' Australia è uno dei posti più belli al mondo, sono rimasto colpito nel vedere, che anche se è presente, un clima caldo e umido, i coloni siano rimasti. Le persone sono poco irascibili, e molto aperti; pochi hanno problemi finanziari o coniugali, ma manca sicuramente la buona cucina, un consiglio: quando ti offrono qualche pietanza locale, prendine un in quantità minime, quello che può piacere a loro, non vuole dire che piaccia a te; ho mangiato la vegemite, sono andato di stomaco.Attenti ai canguri, sono veloci e hanno la coda forte e robusta, uno dei nostri ha provato a dare inizio a un match, ma solo con lo sguardo, capì che era meglio lasciar stare in pace l' animale, aveva già capito che non c' era partita, e che ne sarebbe uscito dolorante dai colpi.

Australia

.. destinazione: Australia..!!!!
Il 5 marzo , io ,alcuni miei compagni di scuola e due professori, siamo partiti per il viaggio tanto atteso..Dopo 6ore di viaggio abbiamo fatto uno scalo a Dubai, dopo un altro in Malesia e infine, finalmente ,nella tarda sera di sabato 6marzo ( in Australia il 7marzo verso le tre di notte) siamo atterrati a Melbourne!!La famiglia è stata fin dall'inizio gentile e accogliente...Non ho fatto molte escursioni con la famiglia, ma quelle poche sono state davvero belle e interessanti! La scuola mi è piaciuta molto, soprattutto l'organizzazione che ne fa parte.Tra le diverse uscite tra noi italiani (a volte con gli australiani), abbiamo avuto l'incontro con i bellunesi a Melbourne..Questa esperienza, è stata molto divertente e allo stesso tempo unica; abbiamo conosciuto diversi signori/re della nostra zona che ci hanno parlato un pò della loro vita, delle difficoltà che hanno trovato a vivere in un nuovo continente. Ci hanno accolto con un buon menù italiano, che, un pochino ci mancava! Sono rimasta stupita, per il carattere aperto e amichevole della gente australiana con noi, ma anche con i loro cooetanei.. delle persone veramente speciali!! L'ultimo giorno della nostra "vita australiana", i nostri fratelli e sorelle ci hanno organizzato una piccola festa di arrivederci nella loro scuola; dopo due ore circa è arrivato l'autobus che ci portava all'aereoporto..e quindi, era il momento di salutare le nostre "famiglie" e amici che abbiamo avuto la fortuna di conoscere in quel paradiso chiamato Australia! ..Con gli occhi lucidi, ci siamo avviati all'autobus per andare all'aereoporto di Melbourne..Il viaggio di ritorno è stato eterno per molti di noi;con un unico sbarco a Dubai,nel pomeriggio di martedì 23 siamo arrivati a Venezia.. è stato tutto meraviglioso!Ora, aspettiamo Marzo 2011 per rivedere i nostri amici!

8 febbraio 2010

12 gennaio 2010

Emigrazione Veneta


Il Veneto è la regione che ha registrato il maggiore flusso di uscite dal Paese dall'Unità d'Italia al 1961. Più di 2 milioni e 800 mila emigrati.
Da secoli comunque le popolazioni alpine emigravano all’estero.
Erano emigrazioni temporanee o stagionali e si dirigevano soprattutto verso Germania e Austria-Ungheria.
Emigravano i capifamiglia e i figli giovani che erano perlopiù impiegati, muratori e operai nelle grandi fabbriche.

Nel 1876 comincia l'emigrazione transoceanica che dipendeva soprattutto da questi fattori:
-Gli agenti dell’emigrazione che dipingevano l’America come il paese della cuccagna.
-La situazione economica difficile soprattutto per la popolazione rurale.
-Una politica di facilitazione per chi decideva di emigrare.
In questo anno, inoltre, nascono le prime agenzie di emigrazione in Veneto che aggevolavano gli emigranti proponendo condizione vantaggiose per chi sceglieva come destinazione l'Argentina ed il Brasile.

Tra la fine dell' 800 e l'inizio del 900 le destinazioni per gli emigranti , a causa del crollo del mercato del caffè in brasile, cambiano.
Si comincerà ad andare nel Nord America, in Belgio, in Svizzera, in Francia e si continuerà ad andare in Germania.

Nel primo Novecento le condizioni economiche migliorarono sensibilmente in molte regioni italiane, ma non in Veneto dove persisteva una situazione di arretratezza nell’agricoltura: per questo continuarono le ondate migratorie.

Il fenomeno migratorio ha inciso e determinato non solo la storia del territorio veneto, ma ha altresì influenzato e condizionato i caratteri salienti della realtà veneta contemporanea.

Ancora oggi si continua ad emigrare da Veneto, anche se il fenomeno non ha numericamente confronto con l’emigrazione del passato.
Si tratta di giovani attratti dalla possibilità di guadagnare di più, di valorizzare determinate capacità professionali, di migliorare le condizioni di vita anche dal punto di vista dell’avanzamento sociale.

Veneti in Australia
In Australia si contano oggi circa 300.000 veneti (emigranti e loro discendenti).
Gli emigranti veneti partiti per cercare lavoro nel nuovissimo continente furono impiegati soprattutto nelle miniere, nelle piantagioni di canna da zucchero e di tabacco, oltre che come manodopera generica-muratori, marmisti e camerieri.

Maria

Dal Cd della Regione Veneto - multimedialità ed emigrazione.
A.s. 2007-2008

8 gennaio 2010

IL PICCOLO VANETO D' AUSTRALIA

Rosa Gav, interrogata a Sydney per mezzo di un interprete da un ispettore della polizia marittima coloniale, si descriveva così: “sono una ragazza di quindici anni, e vivo con la mamma, vedova qui presente. Il papà è morto quando aveva 47 anni a Port Breton. Ho due sorelle e avevo due fratelli che sono morti: uno a Barcellona, e l'altro a Port Breton per un' infiammazione al petto. In Italia mi hanno insegnato l'agricoltura, lavorare i campi e badare alle vigne. So fare il vino, prestare l'uva e farla fermentare”. Era giovedì 14 aprile 1881, un anno da quando la giovane e la sua famiglia avevano lasciato il distretto di Conegliano, con altre 263 persone. Coraggiosi e pieni di speranza, lasciavano le case e i campanili delle strade vaste fra i corsi della Piave e della Livenza, per inseguire la voglia di terra con condizioni di vita migliori. Si ritrovavano ora, dopo un anno di disgrazie, sul molo di Sydney, senza neanche un vestito per cambiarsi, senza e denaro; c'erano tante famiglie superstiti, ciascuna delle quali aveva lasciato nel lungo viaggio le sue vittime. Sopratutto vecchi e bambini, ma anche uomini forti e donne.


Ulderico Bernardi
A Catàr fortuna
Storie venete d'Australia e del Brasile